Anche allo spirito serve una medicina

Anche allo spirito serve una medicina

- Roberta De Monticelli, 10.05.2020
Europa. Alla pandemia si aggiunge ora la minaccia all’unico progetto politico innovativo che gli europei siano riusciti ad abbozzare dopo il ’45, quello di una federazione di Stati uniti. La ricerca dell’orizzonte comune del «vivere in quanto io e in quanto noi» in Husserl, Lévy-Bruhl, Durkheim. La crisi dello scenario continentale nello specchio della filosofia
«Le nazioni europee sono ammalate, la stessa Europa, si dice, è in crisi»: così Edmund Husserl apre la famosa conferenza di Vienna nel 1935 (tradotta nella Crisi delle scienze europee, Il Saggiatore 1968).

La data basta a capire a quali malattie e a quali crisi si riferisse il filosofo tedesco; ma la domanda che segue illumina l’attualità bruciante di questa constatazione, nonostante i mutamenti radicali intervenuti da allora: perché mentre c’è una medicina per la vita biologica si chiede Husserl non c’è una medicina per la vita «dello spirito»? Oggi, alla pandemia si aggiunge la minaccia all’unico progetto politico innovativo che gli europei siano riusciti ad abbozzare nel dopoguerra, quello di una Federazione degli Stati Uniti d’Europa. E ci riporta alla domanda: cos’è la vita dello spirito, per la quale manca la medicina? E perché manca? Il confronto con la medicina per i corpi è fondamentale per capirlo.

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