Gio, Set 24, 2020

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Estate e Covid: come gestire lo stress da caldo dovuto alle mascherine. Lo studio del Cnr

Caldo e Covid: un binomio inevitabile. Se poi per estensione aggiungiamo anche le parole sudore e mascherine, l’aggettivo diventa quasi necessariamente insopportabile. E allora come gestire gli effetti negativi derivanti dall’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nella stagione estiva? A concentrarsi sull’argomento è uno studio coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe) e pubblicato come “Discussion” su Science of the Total Environment.

Proteine vegetali, elisir di lunga vita

Proteine vegetali, elisir di lunga vita

di Lisa Rapaport
Un ampio studio condotto dal National Cancer Institute ha fatto emergere come la sostituzione delle proteine animali con quelle vegetali si associ a una minore mortalità per tutte le cause e per le malattie cardiovascolari. “Questi dati forniscono evidenze per raccomandazioni di salute pubblica su come le modifiche alla dieta tra cui la scelta delle fonti proteiche possano influenzare la longevità”, dice l’autore principale dello studio, Jiaqi Huang

Proteine vegetali, elisir di lunga vita

Il difficile bilanciamento tra la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettivita’ e gli altri diritti inviolabili, ai tempi dell’emergenza coronavirus. Soltanto il parlamento puo’ essere garante contro l’arbitrio del potere

Premessa: l’evoluzione del quadro normativo.
La situazione di emergenza generata dalla diffusione del coronavirus ha scardinato il già fragile equilibrio tra rapporti civili, rapporti economici e rapporti etico-sociali, costituzionalmente tutelati: come conciliare la libertà di circolazione, il diritto di riunione, il diritto di professare liberamente la propria fede, la libertà di iniziativa economica privata e la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività?

bilanciamento tra la salute come diritto fondamentale

Rebus idrossiclorochina: arma anti-Covid o farmaco pericoloso? L’inchiesta di Sanità Informazione

Dopo lo studio ritirato da Lancet, l’OMS ha riavviato i test clinici. In Italia aumentano i medici che sperano nel farmaco e chi l’ha usata ‘sul campo’ la promuove. Cauda (Gemelli): «Può avere effetti collaterali ma i dati sulla mortalità non convincono». Cavanna: «Senza vaccino è indispensabile contro il Sars-CoV-2». Ma AIFA non ritira la sospensione dell’utilizzo off-label del farmaco.

Rebus idrossiclorochina:

I segni che lascia il covid-19 su chi è guarito - Annalisa Camilli - Internazionale

Da qualche giorno è risultata negativa al tampone, dopo quasi tre mesi di malattia. La prima cosa che ha voluto fare è stata uscire di casa, prendere la macchina e andare a vedere uno dei giardini in costruzione a cui stava lavorando prima di ammalarsi. “Ho ancora una grande passione per il mio lavoro e mi è mancato, ma quando sono uscita mi girava la testa”. Rosanna Padrini è un’architetta di 67 anni, vive con suo marito e il suo gatto a Salò, in provincia di Brescia, e ha avvertito i primi sintomi del covid-19 il 7 marzo: una febbretta e un po’ di tosse.

Era sabato e stava a casa. Quando ha scoperto di avere la temperatura alterata, ha pensato di essersi raffreddata giocando a tennis il giorno precedente. Mai avrebbe immaginato che sarebbe stata ricoverata in ospedale insieme a suo marito per settimane, rischiando la vita, mentre l’Italia fronteggiava la più grave crisi sanitaria della sua storia recente, che finora ha registrato 233.019 persone contagiate e 33.415 morti. La febbre per giorni non ha superato i 38,5 gradi, scendeva con la Tachipirina e poi risaliva, non sembrava altro che un’influenza.

I segni che lascia il covid-19 su chi è guarito

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