Mar, Ott 19, 2021

Dalla letteratura internazionale

Il microbioma intestinale produce sostanze in grado di influenzare il benessere psicologico

Il microbioma intestinale produce sostanze in grado di influenzare il benessere psicologico

Uno studio italiano dimostra l'importanza della comunicazione tra encefalo e microbiota, sottolineando il ruolo modulatorio di alcuni batteri intestinali, i cosiddetti psicobiotici, nel trattamento dei disturbi del sistema nervoso centrale. «I primi cinque anni di vita influenzano lo sviluppo del microbiota intestinale e del sistema immunitario che, a loro volta, possono condizionare l'insorgenza di alterazioni psicometriche, specie negli individui predisposti» esordisce Angela Ancona del Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche al Policlinico Gemelli di Roma, prima firmataria di un articolo di revisione su Digestive and Liver Disease centrato sui legami tra generi microbici, disturbi gastrointestinali (GI) e patologie come ansia e depressione.
«Stress ambientali come fumo, uso di alcuni farmaci e antibiotici o un'alimentazione povera di fibre e ricca di proteine animali possono influenzare lo spessore dello strato di muco che riveste l'intestino e alterare così la sua funzione di barriera intestinale; questo può portare al fenomeno dell'intestino 'colabrodo' (leaky gut), caratterizzato dal passaggio nel sangue attraverso la parete intestinale di alcuni prodotti batterici o dei batteri stessi. In questi casi le cellule immunitarie intestinali rilasciano citochine infiammatorie determinando uno stato di infiammazione cronica. In risposta, il sistema nervoso intestinale può attivare l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene che a sua volta scatena la neuro-infiammazione» spiega il coordinatore dello studio Antonio Gasbarrini, professore di Medicina interna all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche. Da qui la possibilità di curare con i batteri intestinali sia le malattie intestinali infiammatorie sia ansia e depressione. «Gli psicobiotici sono una classe speciale di probiotici in grado di influenzare favorevolmente il rapporto tra cervello e batteri intestinali, cioè il funzionamento del gut-brain axis; possono esercitare effetti ansiolitici e antidepressivi agendo sul sistema nervoso intestinale e sul sistema immunitario», spiega Franco Scaldaferri, coautore dello studio e medico del Centro malattie apparato digerente (Cemad) al Policlinico Gemelli. E conclude: «Gli psicobiotici potrebbero in futuro coadiuvare il trattamento di alcune patologie, ma di certo non saranno terapie a taglia unica: andranno personalizzate non solo a seconda della condizione da trattare, ma anche su misura del singolo paziente, partendo dallo studio della composizione del suo microbioma».
Digestive and Liver Disease 2021. Doi: 10.1016/j.dld.2020.11.026
https://doi.org/10.1016/j.dld.2020.11.026

 

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