Gio, Ago 18, 2022

Dalla letteratura internazionale

I corticosteroidi prima della nascita hanno effetti sulla salute mentale dei bambini

I corticosteroidi prima della nascita hanno effetti sulla salute mentale dei bambini
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L'esposizione al trattamento con corticosteroidi prima della nascita, utilizzato per accelerare la maturazione fetale in genere quando si prevede un parto a meno di 34 settimane, è stata significativamente associata a disturbi mentali e comportamentali nei bambini.
Questo è il risultato a cui sono arrivati gli autori di un nuovo studio pubblicato su JAMA, che si inserisce in una discussione sull'opportunità o meno di utilizzare i corticosteroidi in gravidanze che sono oltre le 34 settimane gestazionali.

«I dati sugli esiti a lungo termine dell'utilizzo dei corticosteroidi in questi casi rimangono limitati, specialmente tra i bambini che dopo l'esposizione al trattamento sono nati a termine» spiega Katri Räikkönen, della University of Helsinki, autrice principale dello studio.
I ricercatori hanno voluto capire se il trattamento con corticosteroidi prenatale fosse associato a disturbi mentali e comportamentali nei bambini nati a termine (37 settimane e 0 giorni di gestazione) e pretermine. Per questo hanno analizzato i registri nazionali di tutti i bambini nati da parti singoli in Finlandia sopravvissuti fino a un anno, e hanno effettuato un confronto anche con fratelli nati a termine.
Nello studio sono stati ammessi 670.097 bambini, che sono stati seguiti per un periodo medio di 5,8 anni. Dei 14.868 bambini esposti al trattamento con corticosteroidi, 6.730 (45.27%) sono nati a termine e 8.138 (54.74%) pretermine, mentre dei 655.229 non esposti, 634.757 (96,88%) sono nati a termine e 20.472 (3,12%) pretermine. Tra i 241.621 fratelli nati a termine considerati, 4.128 coppie (1,71%) erano discordanti per l'esposizione ai corticosteroidi.
Ebbene, rispetto alla non esposizione, l'esposizione al trattamento è risultata significativamente associata a un rischio maggiore di qualsiasi disturbo mentale e comportamentale nell'intera coorte di bambini, in bambini nati a termine, e nelle coppie di fratelli discordanti per il trattamento rispetto a quelli concordanti per il non-trattamento. Anche nei bambini nati prematuri il tasso di incidenza cumulativo di qualsiasi disturbo mentale e comportamentale è risultato significativamente più elevato per i pazienti esposti al trattamento rispetto ai bambini non esposti, ma il rapporto di rischio non è risultato significativo.
In un editoriale di accompagnamento, Sara DeMauro, della University of Pennsylvania e del Children's Hospital of Philadelphia, fa notare che è difficile portare avanti in questo ambito studi che siano abbastanza lunghi da mostrare effetti dopo cinque anni, sia per i costi che per la rarità di registri così precisi come quelli finlandesi. Proprio per questo motivo, secondo l'editorialista, il lavoro fornisce nuove e preziose informazioni sui potenziali effetti avversi dell'esposizione al corticosteroide prenatale, in particolare nei bambini che alla fine nascono a termine.
«Sebbene i benefici di questa terapia siano superiori ai rischi nei bambini più vulnerabili, ciò potrebbe non essere vero per tutti i bambini. Potrebbe essere necessario riesaminare le raccomandazioni per somministrare questa terapia a popolazioni più ampie di donne in gravidanza fino a quando non saranno disponibili dati di sicurezza sufficienti, in particolare tra i neonati più maturi» conclude DeMauro.

 

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