Mar, Ago 4, 2020

Volontariato

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La parola “volontariato” significa lavorare gratuitamente per gli altri. L’attività svolta da volontari “deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”.

L'attività di volontariato è il contributo prestato in modo personale, spontaneo e gratuito dal volontario, tramite l'organizzazione di cui fa parte, svolgendo la propria azione senza perseguire alcun fine di guadagno, neanche indiretto, ma spinto unicamente da un desiderio di solidarietà verso persone in condizioni di indigenza o che necessitano di assistenza oppure per fronteggiare emergenze occasionali o prestando opera e mezzi nell'interesse collettivo in maniera individuale o collettivamente in associazioni costituite per specifici scopi benefici.

Il Decreto legislativo 3 luglio 2017 n.117, noto come Codice del Terzo settore, provvede al riordino e alla revisione organica della disciplina che riguarda tutti gli enti del Terzo settore. Il provvedimento aggiorna e armonizza anche la normativa relativa al volontariato, che aveva come principale riferimento la Legge Quadro sul Volontariato (L.266 del 1991).

Gli enti del Terzo Settore possono avvalersi di volontari nello svolgimento delle proprie attività e sono tenuti a iscrivere in un apposito registro i volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.

Il Codice del Terzo Settore individua poi specifiche organizzazioni, cioè le Organizzazioni di Volontariato (ODV) costituite in forma di associazione riconosciuta o non riconosciuta da non meno di sette persone fisiche o tre organizzazioni di volontariato, per lo svolgimento, soprattutto in favore di beneficiari terzi, di una o più attività per le quali ci si avvale in modo prevalente dell’opera dei volontari associati.

Gli enti del Terzo settore che si avvalgono di volontari devono assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività di volontariato, oltre che per la responsabilità civile verso i terzi.

C'è chi sceglie di prestare attività di volontariato all'interno di un'organizzazione strutturata e chi invece preferisce farlo senza intermediazioni, magari in una logica di prossimità e di vicinato.
Chi è mosso da valori religiosi e chi, nell'aiutare gli altri, trova anche una risposta al bisogno di socialità. La propensione al dare una mano non è correlata al disporre di un reddito alto, mentre esiste un legame forte tra impegno sociale e risorse culturali. Le motivazioni e i profili delle persone che in Italia sono impegnate nel volontariato sono diversi e complessivamente contribuiscono a formare un numero ampio: circa 7 milioni di persone (circa 4 milioni di persone fanno volontariato attraverso una o più organizzazioni, e circa 3 milioni di persone che fanno volontariato direttamente, individualmente, informalmente cioè con nessuna intermediazione organizzativa) che, agli impegni della vita quotidiana, decidono di affiancare azioni gratuite a supporto della collettività, con un impegno che si aggiunge agli strumenti, non sempre esaustivi, del welfare pubblico soprattutto in anni difficili come quelli successivi alla crisi globale del 2008 che, secondo dati Istat, hanno visto un raddoppio delle persone in stato di povertà assoluta (nel 2018, si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%).

Nel 2017, secondo l’Istat, le istituzioni non profit attive in Italia erano 350.492 e impiegano 844.775 dipendenti. Negli anni anche l’attività, l’azione, di volontariato ha cambiato il suo modo di essere, adeguandosi ai tempi “moderni” ovvero a internet, ai social e ai nuovi mezzi di comunicazione.

Si è passati da uno stato quasi esclusivo di assistenza diretta, fisica, sulla persona ad una sua evoluzione: mai può e potrà mancare il contatto fisico e l’assistenza al bisognoso ma i social, internet, ci consentono di andare oltre per fare anche altro.

La nostra Fondazione si occupa di informare e formare, nella convinzione che una persona, prima che un paziente, debba essere messo in condizione di conoscere e comprendere ciò che fa davvero bene alla sua salute, ovvero che sia messo in grado di valutare ciò che è meglio per sé oltre che a ciò che è possibile per sé.

L’organizzazione di conferenze aperte a tutti, e per tutti gratuite, su varie tematiche della salute svolte da medici o operatori specializzati nell’argomento di volta in volta trattato, hanno visto la partecipazione sempre più numerosa di cittadini informati degli eventi prevalentemente dal passa parola, dal sito, da Facebook.
Abbiamo impostato le conferenze lasciando ampio spazio alle domande al relatore da parte dei partecipanti, riuscendo spesso a dar vita ad un dialogo costruttivo ed utile per tutti. Le conferenze vengono registrate e messe in rete a disposizione di chiunque desideri vederle.

Il nostro sito sta diventando un appuntamento dove si incontrano informazioni e utenza, in uno scambio costruttivo in quanto il visitatore può mettersi in contatto con i nostri volontari per chiedere precisazioni o per dare consigli.

Dal maggio 2019 la pittrice Nadia Gaggioli, per nostro conto, svolge attività di volontariato presso la “Tana dei Saggi”, Casa Alloggio per Anziani in Bologna, gestita dalla Cooperativa Sociale “Impresa Possibile”. Il lavoro svolto con gli ospiti è finalizzato a stimolare il ricordo e l’osservazione, in un percorso che ha anche l’obiettivo di stimolare l’autostima in persone segnate pesantemente a livello sociale, economico e della salute.

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