Salute della pelle tra mascherine e gel sanificanti, i consigli dei dermatologi

Salute della pelle tra mascherine e gel sanificanti, i consigli dei dermatologi

Usare detergenti non aggressivi per la pulizia del viso, applicare un dermocosmetico funzionale da massaggiare bene per farlo assorbire prima di indossare la mascherina protettiva, idratare mani e unghie con creme idratanti e privilegiare l'acqua e il sapone rispetto al gel sanificante.
Sono alcuni dei consigli che arrivano dagli esperti ai soggetti che soffrono di acne, rosacea o altre malattie della cute ma anche di dermatite irritativa che tende ad aumentare per l'uso frequente dei gel sanificanti.
Dunque, nessuna controindicazione per le mascherine obbligatorie quando si soffre di acne, rosacea o altre malattie della cute ma semplici regole da attuare prima di "armarsi" della mascherina protettiva (Ffp2, chirurgica o di stoffa).
A consigliarli sono gli esperti che partecipano al 94esimo Congresso nazionale della Sidemast, la Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse, quest'anno in versione digitale dal 3 al 6 novembre.
«La mascherina protettiva - ha spiegato Giuseppe Monfrecola, Università di Napoli Federico II - produce un microambiente ovviamente diverso rispetto alla cute libera, ma questo non vuol dire che quanti soffrono di acne, rosacea o altre malattie della pelle non debbano metterla, anzi devono indossarla con tranquillità. Bisogna solo fare attenzione all'igiene e ad usare i giusti prodotti. In particolare - aggiunge - occorre prestare maggior cura nello spalmare i prodotti utilizzati facendoli ben assorbire.
In caso contrario si crea una doppia copertura: quella della crema e quella della mascherina che produrranno inevitabilmente sofferenza alla cute.
Fatta questa operazione indossiamo la mascherina e stiamo tranquilli».
A chi ha una cute sana, prosegue Monfrecola, «le mascherine non danno disturbi alle persone con una pelle sana che le portano peraltro per tempi spesso contingentati.
Diverso, naturalmente, è il caso di medici, infermieri e del personale che lavora nei reparti Covid: tutti abbiamo visto i segni sul viso causati dall'indossarle per ore e ore.
Per tutti gli altri non ci sono controindicazioni né possibili sensibilizzazioni.
Anzi paradossalmente la mascherina tende ad idratare la pelle in quanto con il proprio respiro si crea un microambiente caldo umido.
Ad oggi quindi c'è solo un rischio: non metterla!».
Nella strategia di contenimento del Covid-19 rientra anche l'igiene delle mani: un gesto sempre più frequente nell'arco della giornata entrando e uscendo da una farmacia, un negozio, un bar, un supermercato e utilizzando ogni volta un detergente antimicrobico diverso.
E allora cosa fare per proteggere mani e unghie? «Le unghie e la pelle delle mani in questo periodo sono sottoposte ad un maggiore stress - spiega Bianca Maria Piraccini, direttrice della Scuola di specializzazione di Dermatologia e Venereologia dell'Università degli studi di Bologna - perché se una persona adulta lava le mani dalle 6 alle 10 volte in condizioni normali, oggi tendiamo a duplicare questo numero. Inoltre, solo una su 10 usa un detergente leggero e solo una su 30 usa una crema idratante su pelle e unghie dopo la detersione.
Inoltre, quando entriamo nei negozi, nei bar usiamo sostanze chimiche, gel detergenti e antimicrobici e questo accade almeno 20-30 volte al giorno.
Chi lavora negli ospedali o negli ambulatori ancora di più.
La conseguenza è una forte disidratazione sulla cute. Il primo consiglio è privilegiare l'acqua e il sapone rispetto al gel sanificante.
Ma poiché entrambi disidratano la pelle e indeboliscono le unghie, l'incidenza di dermatite irritativa può aumentare. E con l'inverno e l'arrivo del freddo il tutto peggiora.
Per cui il consiglio è lavarsi sempre le mani con attenzione avendo però cura di usare sempre una crema idratante dopo la detersione».

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