L’omeopatia in Italia: dalle origini ad oggi. di Giuseppe Spinelli

L’omeopatia in Italia: dalle origini ad oggi. di Giuseppe Spinelli

Le origini
L’Omeopatia sbarca in Italia a Napoli nel 1821. La portano i medici dell’esercito austriaco, chiamato dai regnanti borbonici per sedare i moti rivoluzionari che stanno imperversando. Uno di questi medici, il boemo Necker di Melnik, dopo la partenza dell’armata, si stabilisce nella città partenopea e apre un dispensario, per visitare i poveri. I suoi successi in campo terapeutico attraggono l’attenzione dei medici napoletani, in particolare di Cosmo Maria de Horatiis e Francesco Romani che diventeranno suoi allievi. Il particolare humus
culturale della città, caratterizzato in quei secoli dalla libera circolazione di un pensiero aperto e senza pregiudizi, infatti a Napoli non c’è mai stata una sola condanna a morte per eresia, né un Tribunale dell’Inquisizione, favorisce l’attecchire della nuova arte del guarire, soprattutto nei salotti buoni della classe medica, tra le classi dirigenti. Lo stesso Cosmo Maria de Horatiis, colui che ne sarà il vessillo annunciatore in Spagna, era il medico del Re, Francesco I di Borbone. La città partenopea è quindi culturalmente preparata, a essere un eccellente incubatore della “rivoluzione in medicina”. L’Italia tutta in generale, ha il merito, attraverso il Monachesimo prima e il Rinascimento poi, di strappare l’Europa dai secoli bui del Medioevo, riportando al centro del pensiero lo studio dell’uomo, nella filosofia, nell’arte e nella scienza. Napoli accende la scintilla perché meno subisce i contraccolpi della Controriforma e precocemente si apre al secolo dei lumi, diventando in Italia e non solo, la capitale della cultura e soprattutto della cultura scientifica. Già quindi nel 1821 il barone, generale von Köller, affezionato paziente omeopatico, dona all’Accademia Reale delle Scienze l’Organon e la Materia Medica Pura, di Hahnemann e la stessa Accademia incarica il dott. Alberto de Schoemberg, anch’egli medico dell’armata austriaca, di rivolgersi allo stesso Hahnemann, per approfondire la nuova dottrina. Di ritorno da Köthen, de Schoemberg esporrà i risultati delle sue ricerche davanti agli scienziati napoletani, che ne faranno pubblicare la relazione nel 1822 con il titolo Il sistema medico del dott. Samuel Hahnemann esposto alla Reale Accademia delle Scienze di Napoli. È questo il primo scritto di Omeopatia pubblicato in Italia. Nel 1824, con la traduzione del prof. Bernardo Quaranta, è la volta dell’Organon, in lingua italiana, dalla seconda edizione dell’opera. Questa è in assoluto la prima stampa del testo fondamentale dell’Omeopatia, in una lingua diversa dal tedesco.

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