Mar, Ott 19, 2021

Salute

L'inquinamento atmosferico aumenta il rischio di malattie cardiopolmonari

L'inquinamento atmosferico aumenta il rischio di malattie cardiopolmonari

Secondo uno studio pubblicato su Circulation, l'esposizione a livelli di inquinamento atmosferico comunemente considerati bassi per un lungo periodo di tempo può aumentare il rischio di infarto, ictus, fibrillazione atriale e polmonite tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni. «Le persone dovrebbero essere consapevoli della qualità dell'aria nella regione in cui vivono ed evitare un'esposizione dannosa per lunghi periodi di tempo, se possibile» spiega Mahdieh Danesh Yazdi, dell'Harvard T.H. Chan School of Public Health, primo nome dello studio. 
I ricercatori hanno esaminato le cartelle di oltre 63 milioni di iscritti a Medicare negli Stati Uniti dal 2000 al 2016 per valutare come l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico influisca sui ricoveri ospedalieri per problemi cardiovascolari e respiratori specifici. Gli esperti hanno misurato tre componenti dell'inquinamento atmosferico: particolato fine (PM2,5), biossido di azoto (NO2) e ozono (O3), e, utilizzando centinaia di predittori per stimare i livelli giornalieri di inquinanti, hanno calcolato l'esposizione dei partecipanti allo studio in base al loro codice postale di residenza. Le analisi statistiche hanno rilevato che migliaia di ricoveri ospedalieri erano attribuibili all'inquinamento atmosferico in un dato anno, e che in particolare i rischi di infarto, ictus, fibrillazione e flutter atriale, e polmonite erano associati all'esposizione a lungo termine al particolato. I dati hanno anche mostrato che ci sono stati picchi nei ricoveri ospedalieri per tutti gli esiti sanitari valutati per ogni unità aggiuntiva di aumento del particolato. Inoltre, è stato rilevato un rischio aumentato di ictus e fibrillazione atriale associato all'esposizione a lungo termine al biossido di azoto, mentre la polmonite è stato l'unico risultato di salute nello studio che sembrava influenzato dall'esposizione a lungo termine all'ozono. Secondo gli autori, dal momento che lo studio ha rilevato effetti dannosi a livelli di inquinamento inferiori agli attuali standard statunitensi, l'inquinamento atmosferico dovrebbe essere considerato un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e respiratorie, e i responsabili politici dovrebbero riconsiderare i valori attualmente ritenuti sicuri. 
Circulation 2021. Doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.120.050252
http://doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.120.050252   

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