Un Green New Deal per l’Europa. Sfide e opportunità. EuroMemorandum 2020

Un Green New Deal per l’Europa. Sfide e opportunità. EuroMemorandum 2020

Introduzione
In concomitanza con l’aggravarsi delle disuguaglianze sociali, l’emergere di nazionalismi autoritari e il progressivo indebolimento della governance globale, la crisi climatica e i vincoli allo sfruttamento delle risorse del pianeta impongono la necessità di fornire risposte politiche complete ed efficaci.
Se progettato correttamente, un Green New Deal, ossia un piano che affianchi ingenti investimenti per la conversione ecologica a un’agenda rivolta all’inclusione sociale, rappresenterebbe un progetto politico fondamentale per una crescita di lungoperiodo sostenibile e per la trasformazione socio-ecologica dell’economia e della società. Siamo infatti ormai consapevoli del fatto che un modello economico
realmente ispirato alla sostenibilità debba necessariamente mettere in discussione la logica espansionistica intrinseca al capitalismo.
Crisi climatica: un problema comune con responsabilità differenziate?
Le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica hanno raggiunto le 406 parti per milione (ppm). L’ultima volta che si è registrato un simile avvenimento, verso la fine del XIX secolo, la temperatura media globale della superficie terrestre era di circa 3 gradi al di sopra dei livelli medi di lungo periodo e il livello del mare era 10-20 metri più alto di ora. Durante gli ultimi 10.000 anni, la temperatura si è modificata all’interno di un intervallo di +/- 1°C1. Ora siamo a 1.1°C (cfr. grafico 1)2. Nel caso in cui l’attuale tendenza di crescita delle emissioni di CO2 dell’1,5% p.a. dovesse progredire, il rapporto sul riscaldamento globale elaborato dall’IPCC stima un aumento della temperatura globale di 3° o più entro il 2100. Questo provocherebbe conseguenze devastanti sul pianeta.
Non è un caso che l’accordo di Parigi abbia definito l’obiettivo climatico “ben al di sotto dei 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali” ed abbia ribadito la necessità di “sforzi rivolti a limitare l’aumento della temperatura anche oltre i 1,5 gradi Celsius”.

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