Rapporto-Spiagge. Legambiente

Rapporto-Spiagge. Legambiente

Il ciclone Covid-19 non ha ancora smesso di diffondere paure e problemi sull'estate 2020, tra incertezzesulla possibilità di andare in spiaggia e inedite regole di convivenza, distanziamenti e mascherine. Intanto si sta già fotografando una forte contrazione degli arrivi internazionali e al contempo un boom di richieste per luglio e agosto, in molte località costiere, da parte di italiani che avranno la possibilità di riscoprire il Belpaese. Si è parlato a lungo di spiagge in questi mesi, proprio per la difficoltà di controllare e garantire i distanziamenti in quelle libere e le distanze in quelle in concessione, aprendo anche una prima riflessione sulla situazione dell'accessibilità al mare in particolare nelle zone più frequentate del Paese. Per tante e diverse ragioni guardare a come stanno cambiando le spiagge in Italia, negli usi e negli aspetti ambientali e paesaggistici, risulta oggi di particolare interesse. Innanzitutto perché i litorali italiani sono un tassello importante dell'attrattività turistica di città e località costiere e quindi di creazione di lavoro e reddito, per cui la qualità dei servizi e la fruibilità, la bellezza e pulizia delle spiagge sono fattori da guardare con grande attenzione. E poi perché si tratta di ecosistemi di estrema delicatezza, che hanno portato ad allargare la tutela con aree marine protette e vincoli di inedificabilità a tutela di dune e pinete costiere, ma dove purtroppo continuano fenomeni di inquinamento in molte regioni, processi di erosione e trasformazioni portate dall'uomo.

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